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Hybrid e Carbotech, la tecnologia Cifa in fiera a Verona

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La tecnologia ibrida di Cifa sarà protagonista anche a Samoter 2017, dopo aver conquistato la ribalta internazionale con la prima autobetoniera Energya E9 e con la recente presentazione della pompa per calcestruzzo proiettato CSSE Hybrid, ad aprile del 2016.

Cita Serie Energya è oggi una realtà anche nel settore della mescolazione, con la serie DNA (a Verona è di scena il nuovo mescolatore per impianti di CIFA internabetonaggio DNA3.0). Ma l’ibrido non sarà il solo contenuto importante dell’esposizione Cifa al Samoter; la serie di pompe autocrate Carbotech fa esordire in sede scaligera il nuovo modello K40H su 3 assi (26 ton) con braccio più lungo al mondo. Sul fronte delle autobetoniere, il modello RY1300 con nuovo sistema di gestione elettronico CSD 2.0 costituisce un’ulteriore anteprima mentre l’autobetonpompa MK32L, implementata dal nuovo sistema di gestione elettronico Easytronic con LSC e portati in alluminio, arricchisce il complesso dell’offerta espositiva.

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Un Mose al calcestruzzo con Cifa

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Il Mose è l’ampio piano di interventi per la salvaguardia di Venezia e del territorio lagunare realizzato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nella figura del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Triveneto, attraverso il Consorzio Venezia Nuova, che è formato da imprese di costruzioni e società di ingegneria nazionali e locali. Si tratta di un vastissimo programma di attività che coniuga la difesa dalle acque alte e dalle mareggiate con il riequilibrio morfologico dell’ecosistema Cifa mose interna1lagunare. L’ultimo importante tassello di questa grande opera di difesa costiera e ambientale è costituito dalle barriere mobili alle bocche di porto lagunari per proteggere Venezia e la laguna dalle acque alte. Il sistema consiste in quattro barriere mobili poste alle bocche di porto, i varchi che connettono la laguna con il mare Adriatico, che entreranno in funzione a bloccare l’ingresso della marea in laguna solo in presenza di alte maree che possano provocare un allagamento del territorio. Per il resto del tempo rimarranno invisibili nei fondali. Alla bocca di porto del Lido verranno installate due barriere di paratoie mobili, una a Malamocco e una a Chioggia, per un totale di 78 paratoie. La bocca di Lido, oltre a essere ampia 800 m, il doppio delle altre due, presentava due canali: Lido Treporti a nord e Lido San Nicolò a sud, con profondità diverse. Per questo è stato necessario prevedere due barriere mobili che saranno collegate da un’isola intermedia, che sorge nel punto naturale di confluenza dei due canali. Grandi Lavori Fincosit, che gestisce i cantieri della bocca di Malamocco e di Lido San Nicolò, e Federico Zanetti, specialista incaricato del trasporto e della posa del calcestruzzo,operano nel cantiere, ormai in via di completamento, in corso alla bocca di Malamocco. Si sta infatti lavorando al getto delle zavorre dei cassoni destinati a ospitare le paratoie. L’intervento, che prevede il getto di oltre 22.000 metri cubi di calcestruzzo in sei mesi, non è eccezionale solo dal punto di vista delle quantità in gioco, ma anche, e soprattutto, da quello delle difficoltà logistiche e tecniche previste dal getto. Le zavorre da gettare giacciono sul fondo della bocca di Malamocco, a oltre 20 metri di profondità, quindi il calcestruzzo, per raggiungere le destinazioni di progetto, deve percorrere in alcuni casi quasi 440 metri. Per superare tali barriere tecnologiche la Federico Zanetti ha proposto una soluzione particolarmente interessante, approvata e sostenuta dalla direzione lavori di GLF e messa a punto con il contributo progettuale e tecnologico di Cifa e del suo Centro di Assistenza Cifa locale S2 Truck Service, che ha curato anche la realizzazione delle strutture di sostegno necessarie. La autobetonpompa Cifa K39H Carbotech, che garantisce una produzione massima di 160 m3/ora, con un’altezza massima verticale di getto di 38,1 metri e una massima distanza in orizzontale di 33,8 metri, passa attraverso un mescolatore a doppio asse elicoidale Cifa DNA1.0 per entrare, poi, in una pompa carrellata Cifa PC797E con motore elettrico, che pompa il calcestruzzo nelle tubazioni di distribuzione finali verso i cassoni da riempire. L’autobetonpompa lavora su una chiatta ancorata in prossimità del canale di Malamocco e viene alimentata da autobetoniere che provengono dal vicino impianto di produzione del calcestruzzo, compiendo l’ultimo tratto anch’esse su chiatta; proprio per questo i tecnici Cifa, in accordo con Zanetti, hanno deciso di frapporre un mescolatore tra la macchina e la pompa carrellata: il mescolatore tiene ben miscelato il calcestruzzo, evitandone indurimenti indesiderati e la sua capacità è di un metro cubo, cosa che permette di evitare pericolose interruzioni indesiderate del getto in caso di ritardo nell’arrivo delle autobetoniere di alimentazione. L'autobetonpompa lavora in superficie, il mescolatore e la pompa carrellata, invece, sono installate, uno sopra l’altra, su una torre in travi metalliche posta in un pozzo che arriva a 23 metri sotto il livello del mare. S2 Truck Service ha realizzato nell’officina di Villorba l’intera struttura metallica, testandone anche Cifa mose2 internafisicamente le caratteristiche con un premontaggio completo; una volta soddisfatto, Paolo Corso, titolare di S2, ha provveduto ad assistere la Federico Zanetti nel montaggio, nel collaudo e nei vari test di pompaggio. La struttura Cifa ha dato il meglio di sé per quest’opera eccezionale.

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Civitanuova

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Da alcuni anni il porto di Civitavecchia è sotto i ferri: lavori di ammodernamento sono ancora all’attivo per renderlo più adatto sia all’accoglienza turistica, sia come approdo commerciale. E quindi sono stati effettuati sbarramenti per proteggere la costa dalle onde e garantire sicurezza alle navi in porto, oltre a un ampliamento e a una ristrutturazione di terminal container, terrapieni e moli artificiali. Porto Civitavecchia interna1
L’ente appaltante è l’Autorità Portuale di Civitavecchia, mentre la realizzazione dei cassoni cellulari in calcestruzzo armato è stata affidata a Grandi Lavori Fincosit ed Impresa Pietro Cidonio, che stanno lavorando con macchine di qualità. Ad esempio, un’imponente pompa autocarrata con braccio lungo e quattro stabilizzatori aperti, la K48 Cifa, recente acquisto di Carmine Filogamo, specializzato nel trasporto e pompaggio del calcestruzzo. La macchina è impiegata per eseguire i getti di calcestruzzo necessari a realizzare i cassoni cellulari, strutture in cemento armato composte da un solettone di fondo con funzione di fondazione e da un fusto solidale, costituito da pareti perimetrali e setti interni che lo ripartiscono in un numero adeguato di celle. Sull’impalcatura dell’impianto galleggiante è possibile vedere dall’alto le casseforme, costituite da doppia casseratura metallica e da un piano di lavoro. Per prima cosa viene posta in opera l’armatura metallica del solettone con i ferri di ripresa delle pareti esterne e dei setti interni del fusto del cassone, poi viene gettato il solettone di base delimitato da apposite casseforme perimetrali. Calata la cassaforma scorrevole (tecnica chiamata “slipform”), si esegue il fusto del cassone mettendo in opera il calcestruzzo nelle casseforme; contemporaneamente si posano in opera le orditure metalliche. Terminato il getto del fusto, la cassaforma viene sospesa al telaio mobile superiore e sollevata in modo da non ostacolare il varo del cassone. Infine il cassone, opportunamente zavorrato, viene estratto dall’impianto e rimorchiato fino al punto di stoccaggio provvisorio in galleggiamento, dov’è completato con posa e sigillatura delle solette di copertura prefabbricate. Il calcestruzzo pompato che andrà a contatto con l’acqua presenta caratteristiche speciali: un RCK 45 con classe di esposizione XS3, a forte resistenza e additivato, che deve “ritirarsi” in tempi brevi per consentire alla cassaforma di essere alzata e proseguire la produzione fino a fine giornata. La K48 si sta dimostrando perfetta per questo lavoro, nonostante le inevitabili difficoltà; l’impresa Pietro Cidonio, specializzata nel settore delle opere marittime e nella costruzione di cassoni cellulari in cemento armato, ne è soddisfatta. Porto Civitavecchia interna2
Il gruppo pompante HPG della K48 consente infatti ottimi risultati proprio dove occorre una spinta notevole per pompare a distanza, e il braccio di 48 m oltrepassa con facilità l’impalcatura dell’impianto galleggiante, giungendo sopra le casseforme, dove le maestranze orientano il gommone in piena sicurezza. Il rapporto tra Filogamo e Cifa risale all’inizio della sua attività, quando era a Caserta. Spostandosi poi sui cantieri di Toscana e Lazio, Filogamo si è appoggiato alla filiale Cifa Centro situata a Umbertide (Pg), divenuta punto di riferimento per riparazioni, manutenzioni straordinarie sulle macchine e acquisto di ricambi.

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La premescolazione con Cifa

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Nelle produzioni di calcestruzzo, il mescolatore è ormai considerato una tecnologia al servizio della sicurezza, dell’ambiente e dell’efficienza aziendale. Con la premescolazione si ottiene un prodotto affidabile, resistente e duraturo, in grado di apportare benefici ambientali, grazie alla riduzione di emissioni gassose, ed economici, sia per le imprese di costruzione sia per le società di ready-mix. L’uso del mescolatore infatti consente notevoli risparmi grazie a un utilizzo più efficiente degli ingredienti, al risparmio di carburante delle autobetoniere e alla minore usura delle stesse.
A Pescantina, in provincia di Verona, ciò è reso possibile da un impianto di betonaggio Cifa appartenente a Betonrossi, azienda tra i leader nella produzione di calcestruzzo preconfezionato e prodotti speciali.Betonrossi interna1
L’impianto è un Cifamix 100, che produce giornalmente dai 500 ai 2000 metri cubi di calcestruzzo, con skip per il carico degli inerti nel mescolatore, quattro silos per cemento, un gruppo inerti a sei scomparti e un sistema di carico inerti tramite nastro inclinato e quattro tramogge interrate. Una grossa pala carica la benna di inerti e poi li versa nelle tramogge interrate e automatizzate. Le tramogge sono collegate a un nastro inclinato che trasporta gli inerti all’impianto, dove uno skip, tramite sistema di funi, solleva il materiale raggiungendo notevoli velocità di carico e lo ribalta nel mescolatore. Lì il materiale viene impastato con acqua e cemento per diventare calcestruzzo. Dalla sala di comando si gestisce l’uscita del calcestruzzo dal bocchettone del punto di carico, sotto il quale si posiziona l’autobetoniera per essere riempita. Quasi tutti gli impianti Betonrossi hanno il mescolatore e di fatto l’azienda è stata “pioniera”, sul territorio nazionale, di questo sistema, dimostrando che i calcestruzzi premescolati garantiscono miglior qualità rispetto a quelli a secco. Betonrossi ha acquisito numerosi impianti nel Nord Italia, molti dei quali marchiati Cifa, e anche tra quelli nuovi la scelta si è rivolta soprattutto all’azienda di Senago, che, evolvendo da sempre la tecnologia dei modelli, garantisce qualità e sicurezza. L’importante sfida di Betonrossi consiste nell’impostare tutti gli impianti di betonaggio su un’automazione avanzata, per far gestire dalle sale di comando degli impianti più strategici tutti i punti di carico della provincia di appartenenza. Proprio come accade a Pescantina, che gestisce gli impianti dell’area di Verona.
Betonrossi, il cliente, copre tutto il nord-est Italia con circa 40 impianti dislocati a Piacenza, Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Verona, Mantova, Brescia, Modena, Trento, Bolzano, Milano, Cremona, Lodi e Parma. Automazione, prodotti speciali e presenza capillare sul territorio per una maggior vicinanza ai clienti sono i suoi punti forti. La sezione commerciale sul territorio ha con la clientela un ottimo rapporto di partnership, e oltre al calcestruzzo, su richiesta fornisce ai clienti anche un appoggio logistico per la ricerca di imprese e altre figure specialistiche. I punti di carico concentrati comportano un utilizzo razionale dei mezzi per il pompaggio. Il parco macchine di Betonrossi è costituito da pompe autocarrate, betonpompe e autobetoniere che appartengono a “padroncini”, che si spostano di continuo per rifornire il cliente in maniera rapida e precisa.Betonrossi interna2
La gamma Cifamix, con produzione da 90 a 120 m3/h di calcestruzzo, è composta da impianti compatti, affidabili, con elevate prestazioni e rispettosi dell’ambiente, che garantiscono una produzione di calcestruzzo di qualità costantemente sotto controllo. La configurazione modulare risponde a richieste di installazione riguardanti esigenze di produzione e particolari condizioni climatiche. Infatti è possibile scegliere gruppi di mescolazione con mescolatore a doppio asse orizzontale o ad asse verticale, alimentati da skip a ribaltamento che non richiede fosse per l'installazione, prevede l'accoppiamento al modulo di stoccaggio e dosaggio inerti da 4-5-6 scomparti, con capacità da 100 a 300 m3 anche con doppia linea di produzione. I gruppi modulari hanno strutture di acciaio zincato a caldo prassemblate e precablate in stabilimento per assicurare facilità e rapidità di montaggio. Sistemi di automazione avanzati controllano il processo produttivo della centrale mediante PC/PLC con utilizzo semplice e intuitivo per l'operatore e un completo controllo gestionale e qualitativo della produzione.

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Cifa? Oh yes!

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Cifa spopola in UK. Nel 2012 è stato ingaggiato un nuovo dealer per betoniere e impianti. Spanners Mixer Hire è la società con sede a Peterborough, con esperienza ventennale. “La qualità dei prodotti Cifa è molto buona e adesso, complice un mercato in risalita, cercheremo di affermarci come uno dei tre principali brand del settore” ha dichiarato Peter Spooncer, Direttore Generale della società. Un mercato di oltre 350 betoniere all’anno, da sempre conteso da produttori locali e colossi tedeschi. “Cifa è ben conosciuta nel settore delle betoniere, anche se negli ultimi 20 anni questa linea di prodotto non è stata proposta. Noi, grazie anche alla nostra competenze nei servizi di assistenza, possiamo contribuire ad un rilancio anche nel settore degli impianti”. Sono 30 le betoniere marchiate Cifa in procinto di approdare sul mercato, ed anche i più grandi gruppi di ready mix (da Cemex a Lafarge, passando per Heiderlberg) guardano a Cifa con rinnovato interesse. Inoltre anche il dealer Danfords, rappresentante della sola linea di pompe per calcestruzzo, ha appena consegnato a clienti finali una pompa K20L, un K35L e soprattutto una K52L, una delle pompe più alte mai entrate sul mercato inglese, e ha recentemente ordinato una Carbotech K39H e una pompa K41L. “E’ il segno di una rinnovata vitalità del mercato inglese” – dichiara Renato Biavati, Head of Area per l’Europa – “e questo ci da slancio per proporre in nostri prodotti in un territorio che non è mai stato tra i principali mercati di destinazione per Cifa”.

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