| Risultati del marmo Made in Italy |
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Nei primi nove mesi del 2011 il settore lapideo italiano ha esportato complessivamente 3 milioni di tonnellate di marmi, graniti, pietre e travertini grezzi e lavorati, comprendendo anche granulati e polveri, per un valore di oltre un miliardo e 208 milioni di euro, con un incremento del +4,1% sui valori e con un saldo negativo del - 4,7% sui volumi rispetto all’anno precedente. Le statistiche sono state elaborate e diffuse dall’Internazionale Marmi e Macchine Carrara che prosegue così le consuete rilevazioni ed elaborazioni mensili relative all’andamento dell’export di settore in attesa di diffondere i risultati della rilevazione congiunturale di settore a libello nazionale che saranno presentati nel prossimo mese di gennaio.
“I saldi generali si presentano ancora in attivo rispetto ai valori dello periodo del 2010 – commenta il presidente di IMM Giorgio Bianchini – anche se le quantità esportate continuano ad avere un saldo negativo così come emergeva dalle rilevazioni precedenti. Occorrerà arrivare a fine anno per avere un panorama più definito tenendo conto di una fase di forte contrazione dell’economia mondiale che coinvolge sia i paesi di destinazione dei prodotti lavorati sia, per motivi diversi, aree di sbocco per i grezzi come il nord Africa mentre il medio Oriente offre segnali interessanti”. Restringendo la lettura delle statistiche dell’export alle sole voci principali dei materiali ornamentali (marmi e graniti grezzi e lavorati) i valori diventano 2 milioni e 240 mila tonnellate per un miliardo e 160 milioni di euro, anche se le variazioni percentuali non presentano grandi cambiamenti ma fanno emergere un maggiore valore aggiunto collegato all’export di marmi e graniti lavorati. La voce più importante dell’export italiano resta quella dei marmi e dei travertini lavorati, anche se registra un segno negativo sui valori complessivi mentre il valore medio unitario (cioè il valore medio di una tonnellata di esportato) registra un apprezzamento del +9,7% per i marmi lavorati, in confronto al +3,1% dei graniti lavorati che restano però positivi anche sui volumi. Qualche riflessione specifica meritano i mercati di destinazione dei prodotti e materiali italiani: l’Unione Europea si mantiene positiva sui valori, soprattutto sui valori medi con una crescita di oltre il 6%, grazie a Germania, Francia e altri paesi relativamente minori, come Polonia Slovacchia e Austria che importano lavorati di pregio e ad alto valore aggiunto. Positivo, nel complesso anche il mercato dell’Europa non comunitaria con crescita sia dei volumi sia dei valori medi confermando che su questi mercati il “saper fare” italiano rende il lapideo un prodotto ricercato con crescita costante di appeal. In questa area, che si conferma importante, Svizzera, Russia e Croazia, nell’ordine, sono i partner più vivaci e ricettivi ma segna ottime performances anche una repubblica nuova come il Turkmenistan grazie ai grandi progetti di sviluppo in atto. Il comprensorio tosco-ligure che rappresenta il 33,3% del totale dell’export nazionale, considerando le prime cinque voci che comprendono le categorie più importanti (marmi e graniti grezzi e lavorati), nei primi nove mesi dell’anno presenta dati meno rassicuranti rispetto a quelli nazionali perché pesa l’andamento delle esportazioni di marmi in blocchi verso il Nord Africa, per le turbolenze dell’areale che hanno influito in maniera significativa sul trend dei marmi locali tanto che l’intero dato generale ne ha risentito. L’area apuo-ligure-versiliese da gennaio a settembre ha esportato oltre 748 mila tonnellate di marmi e graniti, grezzi in lastre e lavorati, per 380 milioni di euro, nei primi nove mesi del 2011, con una contrazione del -11,1% in volume e una crescita del +5,4% in valore rispetto al 2010, con un aumento del valore medio per tonnellata esportata superiore alla media nazionale. Il terzo trimestre, però, è stato, ai fini dell’export locale, meno positivo rispetto ai mesi precedenti, sia come valori assoluti sia per il trend rispetto allo stesso trimestre del 2010. “Se i grezzi hanno sofferto – è il commento di Paris Mazzanti direttore di IMM nella lettura dei dati – i marmi lavorati hanno confermato un trend ancora sostanzialmente positivo, soprattutto nei valori, grazie soprattutto alle due aree forti dell’Unione Europea e del Medio Oriente. Non sono le sole aree attive per le nostre esportazioni, ma lo sono di più per i lavorati in marmo, e di questo risente il consuntivo finale.” |






























